Querela di falso per contestare i verbali della polizia o dei vigili

Le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 17355 del 24 Luglio scorso hanno sancito che non privilegiano la parola dei vigili su quella della parte, ma indicano le procedure per contestare efficacemente i verbali.

La questione trae origine da un verbale nel quale la polizia stradale esclude la presenza della cintura.

Su questa e altre controversie similari che vanno dalla contestazione del passaggio con il rosso alle sanzioni per auto identificate con la sola targa, i giudici della Suprema corte “non privilegiano”, appunto, la parola dei vigili su quella della parte, ma gli stessi indicano quali sono le procedure per contestare i verbali.

Per contestare la ”fede privilegiata”, cioè la presunzione di verità, del verbale, non basta un giudizio di opposizione (a norma della legge 689/1981) ma occorre una querela di falso.

Occorre cioè che, all’interno della procedura di opposizione, inizi un ulteriore e specifica fase di contestazione del contenuto del verbale con propri elementi di prova.

Solo con la querela di falso si possono confutare le percezioni sia statiche (es. la lettura della targa dell’auto o la descrizione del luogo dell’infrazione), che dinamiche (tipico caso, l’oggetto in movimento).

Senza la querela di falso, quindi, le affermazioni contenute nel verbale prevarranno sulle dichiarazioni degli interessati e di eventuali testimoni.

Non è necessaria, invece, la querela di falso per dimostrare circostanze non percepite dal pubblico ufficiale (ad esempio quando il numero della targa non corrisponde a marca e tipo d’auto descritta nel verbale).

In tutti gli altri casi, la percezione del pubblico ufficiale prevarrà.

Querela di falso per contestare i verbali della polizia o dei vigiliultima modifica: 2009-07-28T19:34:04+00:00da studio_niro
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