Le convenzioni matrimoniali solo con atto pubblico.

La Corte di cassazione con la sentenza 225 del 2010, ha sancito che le convenzioni matrimoniali che regolano i rapporti patrimoniali dei coniugi, devono risultare da un atto pubblico, altrimenti non sono opponibili ai terzi.

Nelle motivazioni redatte dagli Ermellini si evince infatti che “le convenzioni matrimoniali devono essere stipulate a pena di nullità, con atto pubblico che deve fornire la prova ad substantiam del regime patrimoniale dei coniugi secondo quanto previsto dall’art. 162 cod. civ. sia nel testo previgente alla riforma di cui alla legge n. 151 del 1975 sia in quello attualmente vigente che ha introdotto l’annotazione sull’atto di matrimonio al fine di renderle opponibili ai terzi. Non è esercitabile perciò la disciplina di cui all’art. 213 cod. proc. civ., tenuto conto che l’esercizio del potere di richiedere d’ufficio alla pubblica amministrazione le informazioni relative ad atti e documenti della stessa che sia necessario acquisire al processo costituisce una facoltà rimessa alla discrezionalità del giudice, il cui mancato esercizio non è censurabile in sede di legittimità (pur in presenza di una specifica istanza in tal senso formulata dalla parte), avente a oggetto poteri inquisitori non sostitutivi dell’onere probatorio incombente alla parte, con la conseguenza che tali poteri possono essere attivati soltanto quando sia necessario acquisire informazioni relative ad atti o documenti della p.a. che la parte sia impossibilitata a fornire e dei quali solo l’amministrazione sia in possesso proprio in relazione all’attività da essa svolta”.

Le convenzioni matrimoniali solo con atto pubblico.ultima modifica: 2010-03-02T08:47:19+00:00da studio_niro
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