Riduzione dell’assegno di mantenimento se il coniuge paga il mutuo della casa assegnata alla moglie

I giudici della Suprema Corte con la sentenza del 25 giugno scorso hanno stabilito che fino a quando c’è il mutuo da pagare, la misura dell’assegno di mantenimento riconosciuta all’altro coniuge può essere ridotta.

Gli Ermellini, infatti hanno riconosciuto che “è legittima la decurtazione dell’assegno di mantenimento” per il fatto che “il coniuge cui spetta l’obbligo dell’assegno “sta pagando per intero … la rata del mutuo della casa coniugale”  (acquistata in regime di comunione legale ed assegnata alla moglie pur in mancanza di figli) in cui vive la moglie.

 

Di seguito la sentenza per esteso.


Cass. civ. Sez. I, 25-06-2010, n. 15333

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – rel. Consigliere

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 34655/2006 proposto da:

D.M.C. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliata in Roma, Via Paolo Emilio 57, presso lo studio dell’avvocato GRECO MARCELLO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato Baiani Domenico, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

G.E.;

– intimato –

Sul ricorso 3467/2007 proposto da:

G.E. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in Roma, Via Emilio Faà di Bruno 4, presso l’avvocato Licciardello Orazio, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato Talotta Maia Raffaella, giusta procura in calce al controricorso e ricorso incidentale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

contro

D.M.C., elettivamente domiciliata in Roma, Via Paolo Emilio 57, presso l’avvocato Greco Marcello, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato Baiani Domenico, giusta a procura a margine del ricorso principale;

– controricorrente al ricorso incidentale –

Avverso la sentenza n. 5448/2005 della Corte d’Appello di Roma, depositata il 15/12/2005;

udita la reiezione della causa svolta nella pubblica udienza del 20/05/2020 dal Consigliere Dott. MARIA ROSARIA CULTRERA;

udito, per il controricorrente e ricorrente incidentale l’Avvocato L. DELFINI, per delega, che ha chiesto l’accoglimento del ricorso incidentale, rigetto del ricorso principale;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ABBRITTI Pietro, che ha concluso per il rigetto di entrambi i ricorsi.

 

Svolgimento del processo

Con ricorso 10 maggio 1999 G.E. ha chiesto al Tribunale di Viterbo di pronunciare la separazione personale dalla moglie D.M.C. a causa di insuperabili divergenze caratteriali, impeditive di pacifica convivenza. Ha affermato di essere privo di reddito al contrario della moglie che invece lavorava alle dipendenza di una ditta di autotrasporti.

Regolarmente costituita, la D. ha chiesto che la separazione venisse addebitata al marito, il quale peraltro svolgeva attività d’informatore farmaceutico ed aveva partecipazioni in una impresa commerciale.

Il Tribunale, con sentenza 2.9.2002, ha dichiarato la separazione con addebito al G., a cui carico ha posto il contributo di mantenimento di Euro 400 mensili a favore della moglie, alla quale ha altresì assegnato la casa coniugale.

La decisione, impugnata dai G. innanzi alla Corte d’appello di Roma, è stata parzialmente riformata con sentenza n. 5448 depositata il 15 dicembre 2005.

D.M.C. ha impugnato questa decisione con ricorso per cassazione affidato ad unico motivo cui ha resistito l’intimato con controricorso contenente ricorso incidentale in base a due mezzi resistiti dalla ricorrente principale.

 

Motivi della decisione

Preliminarmente si dispone la riunione dei ricorsi ai sensi dell’art. 335 c.p.c., in quanto sono stati proposti avverso la medesima, decisione.

La ricorrente denuncia vizio di omessa, illogica e contraddittoria motivazione per aver la Corte d’appello, che pur ha asserito che la questione concernente il pagamento del mutuo non rappresentasse oggetto di gravame, giustificato la decurtazione dell’assegno di mantenimento in suo favore proprio a cagione del pagamento dei mutuo da parte del marito.

Quest’ultimo deduce infondatezza dei mezzo.

Il motivo è infondato.

La decurtazione dell’assegno di mantenimento dovuto dal marito separato alla ricorrente all’importo di Euro 200,00 mensili è stato giustificato dalla circostanza dei pagamento da parte del predetto dell’intera rata di mutuo gravante sulla casa coniugale, acquistata in regime di comunione, che, pur in assenza di prole, è adibita ad abitazione della moglie. Tale argomentazione non contrasta con l’affermazione che la ripartizione del mutuo non rappresentasse questione devoluta in appello. Trattasi piuttosto di un apprezzamento di un fatto sicuramente incidente sulla determinazione del contributo, ammissibile e non sindacabile nel merito.

Il ricorso e deve perciò essere rigettato.

Il primo motivo del ricorso incidentale denuncia violazione dell’art. 151 c.c., e correlato vizio di motivazione, affermando che la decisione impugnata ha erroneamente statuito l’addebito della separazione a carico del G., incorrendo nel vizio denunciato per non aver considerato la possibilità che il suo allontanamento fosse non già la causa, ma l’effetto della crisi coniugale, come pur era emerso in giudizio. La stessa D. ha ammesso che egli si era allontanato perché c’erano contrasti. Dalle dichiarazioni dei testi escussi si evince la prova dei dissidio tra i coniugi a far tempo dall'(OMISSIS) e non già che la crisi sia insorta a causa del comportamento di progressivo suo distacco ed abbia poi assunto carattere insanabile a causa del suo definitivo allontanamento.

La controricorrente ne deduce l’inammissibilità.

Il motivo è inammissibile.

Alle puntuali argomentazioni della decisione che ha individuato la causa e non l’effetto della crisi coniugale nel fatto che il G. aveva desunto un progressivo atteggiamento di disinteresse verso la moglie, trattenendosi fuori casa durante la notte, e finendo per allontanarsi definitivamente nell'(OMISSIS), il ricorrente replica confutando la fondatezza di tale ricostruzione in punto di fatto nonché dell’apprezzamento nei merito dei fatti esaminati. Già per tale ragione inammissibile. La censura peraltro richiama senza la necessaria autosufficienza il contenuto delle deposizioni testimoniali, di cui non riproduce tenore a contenuto.

Il sindacato richiesto non può per tali ragioni trovare ingresso.

Il secondo motivo del ricorso incidentale deduce violazione dell’art. 156 c.c., ed ancora vizio di motivazione. Lamenta il mancato accoglimento della richiesta di revoca dell’assegno di mantenimento attribuito alla D., fondata sulla disponibilità da parte di quest’ultima, peraltro comproprietaria dalla casa coniugale al 50%, di redditi propri che le consentono di mantenere il precedente tenore di vita.

La controricorrente ne deduce l’inammissibilità.

La censura mira palesemente ad une rivisitazione nel merito delle circostante riferite, il cui apprezzamento contesta confutandone la fondatezza. Non indirizza alcuna critica al tessuto motivazionale della decisione né tanto meno all’esegesi della norma, rubricata offerta dall’organo giudicante. La Corte territoriale, nella ricerca del giusto equilibrio tra le effettive capacità economiche dei coniugi, valutate nel complesso degli elementi fattuali non necessariamente reddituali, ma comunque capaci d’incidere almeno approssimativamente sulle condizioni economiche, in cui si concretano le circostanze rilevanti ex art. 156 c.c., comma 2, ha determinato il quantum che ha ritenuto lo abbia assicurato. Tale motivo critica nel merito il risultato di questa indagine. E’ perciò inammissibile.

Ne discende il rigetto del ricorso. ha reciproca soccombenza giustifica la compensazione Integrale delle spese del presente giudizio.

 

P.Q.M.

La Corte:

riunisce i ricorsi e li rigetta. Compensa le spese del presente giudizio.

 

Riduzione dell’assegno di mantenimento se il coniuge paga il mutuo della casa assegnata alla moglieultima modifica: 2010-06-30T12:30:00+00:00da studio_niro
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