Comodato e Separazione – Cass. – Sentenza 7 luglio 2010 n. 15986

Con la sentenza in oggetto i Giudici della Suprema Corte hanno affermato il diritto alla restituzione della casa concessa in comodato dai suoceri al figlio ed alla moglie, ed adibita ad abitazione familiare, anche se dopo la separazione l’immobile è stato assegnato alla donna affidataria dei figli.
Gli Ermellini hanno affermato come la “convenzione negoziale (comodato) fosse privo di termine integrando, così, la fattispecie del c.d. comodato precario” che si caratterizza dalla circostanza che la determinazione del termine di efficacia del vinculum juris è rimesso alla volontà del solo comodante che ha, pertanto, facoltà di manifestarla ad nutum con la semplice richiesta di restituzione del bene, senza cheassuma rilievo la circostanza che l’immobile sia stato adibito a uso familiare e sia stato assegnato, in sede di separazione tra coniugi, all’affidatario dei figli”.
Tale pronuncia ricalca analoga sentenza della Suprema Corte (20 ottobre 1997, n. 10258) con la quale i Giudici affermarono “Il comma sesto dell’art. 6 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, come modificato dall’art. 11 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nel prevedere che “l’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengono affidati i figli…” e che “l’assegnazione, in quanto trascritta, è opponibile al terzo acquirente ai sensi dell’art. 1599 del codice civile”, pur facendo riferimento alle disposizioni sulla locazione, si applica anche ad altri titoli di godimento, quali il comodato. Tuttavia la trascrizione lascia immutato la qualifica del contratto e l’opponibilità corrisponde al contenuto del titolo preesistente. Consegue che il coniuge assegnatario dell’appartamento dato in comodato è tenuto a restituire l’immobile a richiesta del comodante, secondo quanto dispone l’art. 1810 cod. civ.”

Comodato e Separazione – Cass. – Sentenza 7 luglio 2010 n. 15986ultima modifica: 2010-07-08T18:09:31+00:00da studio_niro
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